COVID-19 c.d. Coronavirus

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La crisi sanitaria in corso in tutto il mondo dovuta alla pandemia di COVID- 19, c.d. “Coronavirus”, ha duramente colpito il trasporto aereo, con evidenti disagi anche a scapito dei passeggeri.

Purtroppo, alcune compagnia aeree, al fine di aggirare il diritto alla compensazione dei passeggeri garantito dalla normativa comunitaria, sostengono che il ritardo o la cancellazione di un volo siano dovute alla circostanza eccezionale del COVID- 19, c.d. “Coronavirus”. In realtà, ritardi e cancellazioni sono dovuti ad esigenze commerciali di riorganizzazione del programma voli.

Tuttavia, con comunicato del 18 giugno 2020, l’ENAC ha chiarito che “dal 3 giugno 2020 sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale e nell’area europea, Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord. Pertanto le cancellazioni operate dalle compagnie a partire dal 3 giugno 2020 non sembra possano essere ricondotte, salvo casi specifici, alle fattispecie di impedimento determinate dal COVID-19, previste dall’art. 88 bis della Legge n. 27 del 24 aprile 2020, bensì determinate da scelte attribuibili alla volontà del vettore. La disciplina applicabile a dette cancellazioni è rappresentata dunque dal Regolamento (CE) 261/2004,  che prevede l’informativa al passeggero, la riprotezione, il rimborso del prezzo del biglietto (e non la corresponsione del voucher) e la compensazione, ove dovuta. Le stesse regole valgono per la rinuncia del passeggero che, salvo motivi di impedimento legati a situazioni COVID-19 ancora attuali, decida di non partire. In tale caso sono applicabili le condizioni di trasporto e tariffarie previste dal vettore per il biglietto aereo acquistato e non le previsioni di cui allo stesso art. 88 bis della Legge n. 27 del 24 aprile 2020 che dà diritto all’ottenimento del voucher”.

In sostanza, non ricorre alcuna circostanza eccezionale tale da scusare le compagnie aeree dovuta al COVID- 19, c.d. “Coronavirus”. Conseguentemente, i passeggeri che hanno subito ritardi e cancellazioni successivamente al 3 giugno 2020, sono tutelati dalla normativa comunitaria e hanno dunque diritto alla compensazione pecuniaria.

Interessanti, in merito, gli orientamenti interpretativi relativi al Regolamento (CE) n. 261/2004 nel contesto dell’evolversi della situazione connessa al Covid-19 da parte della Commissione Europea.