NEGATO IMBARCO ED OVERBOOKING

 

Le fattispecie del negato imbarco e dell’overbooking sono disciplinate dal Regolamento (CE) n. 261/2004 dell’11/02/2004, pubblicato su G.U. L. 46/1 del 17/2/2004, che ha istituito “Regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione e di ritardo prolungato”, il cui articolo 4, rubricato sotto la voce “Negato imbarco”, prevede gli obblighi del vettore nei confronti del passeggero in caso di negato imbarco sul volo aereo, nonché di overbooking.

Il negato imbarco si sostanzia in una misura disposta unilateralmente dal vettore aereo nei confronti del singolo passeggero, al quale è interdetto l’ingresso a bordo dell’aeromobile destinato ad eseguire materialmente il trasferimento per il quale era stata effettuata la prenotazione. Si tratta di un’iniziativa unilaterale del vettore aereo disposta ad personam ed i cui effetti colpiscono il diritto di uno o più passeggeri, individualmente considerati, ad ottenere lo svolgimento della prestazione a loro favore.

L’ overbooking, o sovraprenotazione, è un fenomeno legato ad una prassi internazionale diffusa tra le compagnie aeree: poiché, statisticamente, risulta che per ogni tipo di volo aereo si verifica una certa percentuale di rinunce da parte dei passeggeri, le compagnie aeree pongono in vendita un numero di prenotazioni e di biglietti superiore a quello dei posti realmente disponibili nell’aeromobile, nella misura corrispondente alla percentuale delle rinunce statisticamente da loro rilevate. Ciò consente alle compagnie di ripartire il costo del volo tra il maggior numero possibile di viaggiatori. Il sistema, però, proprio perché si basa su dati statistici, non sempre funziona. A volte, infatti, capita che le rinunce siano minori del previsto, e che, pertanto, ad uno o più passeggeri muniti di prenotazione e biglietto, venga negato l’imbarco a causa di un eccesso di prenotazioni. Tale prassi è espressamente legittimata e disciplinata dall’art. 4 del Regolamento (CE) n. 261/2004.

Tale articolo prevede due distinte ipotesi:

La prima ipotesi consiste nella rinuncia volontaria alla prenotazione; nei casi di negato imbarco ed overbooking, infatti, è imposto al vettore aereo di fare appello a eventuali volontari disposti a rinunciare spontaneamente alla prenotazione in cambio di “benefici” da concordare tra il passeggero interessato e la compagnia aerea. Chi accetta di rinunciare volontariamente alla prenotazione, oltre ai suddetti “benefici”, ha comunque diritto di scegliere alternativamente una fra le seguenti opzioni, ai sensi dell’art. 8 del Regolamento:

  • nel rimborso del prezzo pieno del biglietto entro 7 giorni e, se del caso, di un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale;

ovvero

  • nell’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile (cd. riprotezione);

ovvero

  • nell’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in una data successiva di gradimento del passeggero.

 

La seconda ipotesi, invece, consiste nel negato imbarco di passeggeri non consenzienti; sono previsti obblighi del vettore operativo nei confronti del passeggero, consistenti:

a) a norma dell’art. 8 del Regolamento, alternativamente:

  • nel rimborso del prezzo pieno del biglietto entro 7 giorni e, se del caso, di un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale;

ovvero

  • nell’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale non appena possibile (cd. riprotezione);

ovvero

  • nell’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale in una data successiva di gradimento del passeggero;

b) a norma dell’art. 9 paragrafo 1 lettera a) e paragrafo 2 del Regolamento, nell’ assistenza, consistente in:

  • pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa;
  • effettuazione a titolo gratuito di due chiamate telefoniche, o messaggi telex, fax o posta elettronica;

c) a norma dell’art. 9 paragrafo 1 lettere b) e c) del Regolamento, quando il nuovo volo è rinviato di almeno un giorno rispetto al volo cancellato, nell’ assistenza, consistente in:

  • la sistemazione in albergo;
  • il trasporto tra l’aeroporto ed il luogo di sistemazione;

d) a norma dell’art. 7 del Regolamento,

  • nel pagamento della compensazione pecuniaria, che è dovuta in relazione alla tratta aerea (intra-comunitaria o internazionale) ed alla distanza in km:
voli intracomunitari inferiori o pari a 1.500 km € 250,00=
voli intracomunitari superiori a 1.500 km € 400,00=
voli internazionali inferiori o pari a 1.500 km € 250,00=
voli internazionali tra 1.500 e 3.500 km € 400,00=
voli internazionali superiori a 3.500 km € 600,00=

 

La compagnia aerea può ridurre l’ammontare della compensazione pecuniaria del 50%, se la riprotezione comporta un ritardo all’arrivo di non più di 2, 3 o 4 ore (sulla base delle rispettive distanze chilometriche) rispetto all’orario del volo originariamente prenotato.

Il risarcimento può essere richiesto alla compagnia aerea che ha operato il volo (c.d. vettore operativo) e/o con cui è stato stipulato il contratto di trasporto aereo (c.d. vettore commerciale).

** Irrinunciabilità degli obblighi **

Si osserva che l’applicazione e le modalità di protezione previste dal Regolamento (CE) n. 261/2004 non possono essere oggetto di restrizione o rinunce, in particolare per effetto di clausole derogatorie o restrittive del contratto di trasporto. Qualora ciò accada o qualora il passeggero non sia stato correttamente informato dei suoi diritti ed abbia pertanto accettato una compensazione pecuniaria inferiore a quella prevista, il passeggero ha diritto di ottenere una compensazione integrativa.

** Risarcimenti supplementari **

Oltre all’assistenza ed alla compensazione pecuniaria, il passeggero ha diritto ad ottenere un risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti a causa del negato imbarco e overbooking; infatti, il Regolamento (CE) n. 261/2004 lascia impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare.

** Decadenza dell’azione **

Il diritto al risarcimento dei danni deve essere esercitato entro due anni a decorrere dal giorno della cancellazione.

** Ambito di applicazione del Regolamento (CE) n. 261/2004 **

Il Regolamento (CE) n. 261/2004 non si applica ai passeggeri che viaggiano gratuitamente o ad una tariffa ridotta non accessibile, direttamente o indirettamente, al pubblico.

Inoltre, affinché siano applicabili le tutele previste dal legislatore comunitario, sono necessari due requisiti:

  • il passeggero deve possedere un biglietto aereo[1] oppure un biglietto aereo emesso nel quadro di un programma Frequen Flyer o di altri programmi commerciali dei vettori aerei o dagli operatori turistici;
  • il passeggero deve avere una prenotazione[2] confermata e presentarsi all’accettazioni nei modi e nei tempi indicati per iscritto dal vettore aereo, dall’operatore turistico o da un agente di viaggio autorizzato, oppure, qualora non sia indicata l’ora, presentarsi all’accettazione al più tardi quarantacinque minuti prima dell’orario di partenza pubblicato.

Il Regolamento (CE) n. 261/2004 si applica a tutti i voli (di linea e non di linea) in partenza da:

  • un aeroporto comunitario, compresi Islanda, Norvegia e Svizzera;
  • un aeroporto situato in un paese terzo con destinazione un aeroporto comunitario (compresi Islanda, Norvegia e Svizzera), nel caso in cui la compagnia aerea che effettua il volo sia comunitaria e salvo che non siano stati erogati i benefici previsti dalla normativa locale (ad esempio: assistenza, compensazione pecuniaria, riprotezione su volo alternativo).

** Esercizio dell’azione **

Il passeggero che intende adire le vie legali per ottenere le tutele previste ed il risarcimento dei danni subiti può proporre la relativa domanda la giudice competente.

In particolare, il Giudice di Pace è competente per le cause di valore non superiore ad € 5.000,00=. Invece, il Tribunale in composizione monocratica è competente a conoscere le cause di valore superiore ad € 5.000,00=.

In caso di litisconsorzio facoltativo (articolo 103 c.p.c.) caratterizzato da domande di più soggetti contro uno stesso convenuto in base a titoli autonomi anche se della stessa natura, non è applicabile il comma 2 dell’articolo 10 c.p.c. (che è richiamato soltanto dall’articolo 104 dello stesso codice, relativo al cumulo oggettivo), sicché il valore delle singole controversie deve essere autonomamente determinato. Pertanto, più passeggeri potranno proporre autonome domande di risarcimento con un unico atto di citazione, senza che il giudizio debba essere proposto innanzi al Tribunale (dunque anche qualora il valore di tutte superi complessivamente il valore di € 5.000,00=).

Territorialmente è competente alternativamente:

  • ai sensi dell’articolo 19 c.p.c., il giudice del luogo in cui la compagnia aerea ha sede, dove la compagnia ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio;
  • ai sensi dell’articolo 20 c.p.c., il giudice del luogo in cui l’obbligazione è sorta (ossia il luogo in cui è stato acquistato il biglietto aereo) o in cui deve eseguirsi (ossia rispettivamente il luogo di partenza o di atterraggio);
  • ai sensi dell’articolo 63 del Codice del Consumo, il giudice del luogo di residenza o domicilio elettivo del passeggero.

[1] E’ definito “biglietto” un documento in corso di validità che dà diritto al trasporto o un titolo equivalente in forma non cartacea, compresa la forma elettronica, emesso o autorizzato dal vettore aereo o dal suo agente autorizzato.

[2] E’ definita “prenotazione” il fatto che il passeggero è in possesso di un biglietto, o di un altro titolo, che attesti che la prenotazione è stata accettata e registrata dal vettore aereo o dall’operatore turistico.