RITARDO DEL VOLO AEREO

 

La fattispecie del ritardo del volo è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 261/2004 dell’11/02/2004, pubblicato su G.U. L. 46/1 del 17/2/2004, che ha istituito “Regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione e di ritardo prolungato”, ed il cui articolo 6, rubricato sotto la voce “Ritardo”, prevede gli obblighi del vettore nei confronti del passeggero in caso di ritardo nella partenza del volo.

Tale norma impone al vettore aereo operativo di fornire al passeggero:

  • in caso di ritardo in partenza superiore a 2, 3 o 4 ore sulla base delle distanze in km del volo, l’assistenza, consistente nel ricevere a titolo gratuito: pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa, adeguata sistemazione in albergo in caso siano necessari uno o più pernottamenti, il trasporto aeroporto – albergo – aeroporto, due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail;
  • in caso di ritardo in partenza superiore a 3 ore, l’assistenza e la compensazione pecuniaria, che è dovuta in relazione alla tratta aerea (intra-comunitaria o internazionale) ed alla distanza in km:
voli intracomunitari inferiori o pari a 1.500 km € 250,00=
voli intracomunitari superiori a 1.500 km € 400,00=
voli internazionali inferiori o pari a 1.500 km € 250,00=
voli internazionali tra 1.500 e 3.500 km € 400,00=
voli internazionali superiori a 3.500 km € 600,00=

 

Infatti, a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea (Quarta Sezione) 19 novembre 2009, in virtù del principio della parità di trattamento, i passeggeri dei voli ritardati sono stati assimilati a quelli dei voli cancellati qualora, a causa del volo ritardato, subiscano una perdita di tempo pari o superiore alle tre ore, ossia quando giungano alla loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto dal vettore aereo (così come ribadito dal successivo comunicato stampa n. 135/2012 della Corte di Giustizia Europea).

La compensazione pecuniaria non è dovuta nel caso in cui la compagnia aerea possa provare che il ritardo del volo sia stata causata da circostanze eccezionali (ad esempio condizioni metereologi che incompatibili con l’effettuazione del volo, improvvise carenze del volo dal punto di vista della sicurezza, scioperi, ecc.).

Il vettore aereo è parimenti esonerato in tutto o in parte da responsabilità nella misura in cui dimostri che il passeggero ha provocato il danno o vi ha contribuito per negligenza, atto illecito od omissione.

La compagnia aerea può ridurre l’ammontare della compensazione pecuniaria del 50%, se la riprotezione comporta un ritardo all’arrivo di non più di 2, 3 o 4 ore (sulla base delle rispettive distanze chilometriche) rispetto all’orario del volo originariamente prenotato.

Il risarcimento può essere richiesto alla compagnia aerea che ha operato il volo e/o con cui è stato stipulato il contratto di trasporto aereo.

** Irrinunciabilità degli obblighi **

Si osserva che l’applicazione e le modalità di protezione previste dal Regolamento (CE) n. 261/2004 non possono essere oggetto di restrizione o rinunce, in particolare per effetto di clausole derogatorie o restrittive del contratto di trasporto. Qualora ciò accada o qualora il passeggero non sia stato correttamente informato dei suoi diritti ed abbia pertanto accettato una compensazione pecuniaria inferiore a quella prevista, il passeggero ha diritto di ottenere una compensazione integrativa.

** Risarcimenti supplementari **

Oltre all’assistenza ed alla compensazione pecuniaria, il passeggero ha diritto ad ottenere un risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti a causa del ritardo prolungato; infatti, il Regolamento (CE) n. 261/2004 lascia impregiudicati i diritti del passeggero ad un risarcimento supplementare.

In particolare, la sentenza della Corte di Giustizia Europea (Grande Sezione) 23 ottobre 2012 ha disposto che l’obbligo di compensazione pecuniaria a favore dei passeggeri di voli ritardati previsto dal Regolamento (CE) n. 261/2004 è compatibile con la Convenzione di Montréal del 1999[1]. La Corte di Giustizia ha constatato, in proposito, che la perdita di tempo inerente a un ritardo del volo costituisce un disagio non disciplinato dalla Convenzione di Montréal del 1999. Di conseguenza, l’obbligo di corrispondere una compensazione pecuniaria ai passeggeri di voli ritardati si colloca al di fuori dell’ambito di applicazione di tale convenzione ed è complementare al regime del risarcimento dei danni previsto da quest’ultima.

Ai sensi degli articoli 19 e 22 della Convenzione di Montréal del 1999, la compagnia aerea è responsabili del danno subito dal passeggero a causa del ritardo fino a 4.694 Diritti Speciali di Prelievo (DSP) per passeggero. Il risarcimento non è tuttavia dovuto se il vettore aereo dimostra che sono state adottate tutte le misure necessarie e possibili, secondo la normale diligenza, per evitare il danno oppure che era impossibile adottarle.

** Decadenza dell’azione **

Il diritto al risarcimento dei danni deve essere esercitato entro due anni a decorrere dal giorno di arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l’arrivo a destinazione del volo o dal giorno in cui il trasporto è stato interrotto.

** Ambito di applicazione del Regolamento (CE) n. 261/2004 **

Il Regolamento (CE) n. 261/2004 non si applica ai passeggeri che viaggiano gratuitamente o ad una tariffa ridotta non accessibile, direttamente o indirettamente, al pubblico.

Inoltre, affinché siano applicabili le tutele previste dal legislatore comunitario, sono necessari due requisiti:

  • il passeggero deve possedere un biglietto aereo[2] oppure un biglietto aereo emesso nel quadro di un programma Frequen Flyer o di altri programmi commerciali dei vettori aerei o dagli operatori turistici;
  • il passeggero deve avere una prenotazione[3] confermata e presentarsi all’accettazioni nei modi e nei tempi indicati per iscritto dal vettore aereo, dall’operatore turistico o da un agente di viaggio autorizzato, oppure, qualora non sia indicata l’ora, presentarsi all’accettazione al più tardi quarantacinque minuti prima dell’orario di partenza pubblicato.

Il Regolamento (CE) n. 261/2004 si applica a tutti i voli (di linea e non di linea) in partenza da:

  • un aeroporto comunitario, compresi Islanda, Norvegia e Svizzera;
  • un aeroporto situato in un paese terzo con destinazione un aeroporto comunitario (compresi Islanda, Norvegia e Svizzera), nel caso in cui la compagnia aerea che effettua il volo sia comunitaria e salvo che non siano stati erogati i benefici previsti dalla normativa locale (ad esempio: assistenza, compensazione pecuniaria, riprotezione su volo alternativo).

** Esercizio dell’azione **

Il passeggero che intende adire le vie legali per ottenere le tutele previste ed il risarcimento dei danni subiti può proporre la relativa domanda la giudice competente.

In particolare, il Giudice di Pace è competente per le cause di valore non superiore ad € 5.000,00=. Invece, il Tribunale in composizione monocratica è competente a conoscere le cause di valore superiore ad € 5.000,00=.

In caso di litisconsorzio facoltativo (articolo 103 c.p.c.) caratterizzato da domande di più soggetti contro uno stesso convenuto in base a titoli autonomi anche se della stessa natura, non è applicabile il comma 2 dell’articolo 10 c.p.c. (che è richiamato soltanto dall’articolo 104 dello stesso codice, relativo al cumulo oggettivo), sicché il valore delle singole controversie deve essere autonomamente determinato. Pertanto, più passeggeri potranno proporre autonome domande di risarcimento con un unico atto di citazione, senza che il giudizio debba essere proposto innanzi al Tribunale (dunque anche qualora il valore di tutte superi complessivamente il valore di € 5.000,00=).

Territorialmente è competente alternativamente:

  • ai sensi dell’articolo 19 c.p.c., il giudice del luogo in cui la compagnia aerea ha sede, dove la compagnia ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio;
  • ai sensi dell’articolo 20 c.p.c., il giudice del luogo in cui l’obbligazione è sorta (ossia il luogo in cui è stato acquistato il biglietto aereo) o in cui deve eseguirsi (ossia rispettivamente il luogo di partenza o di atterraggio);
  • ai sensi dell’articolo 63 del Codice del Consumo, il giudice del luogo di residenza o domicilio elettivo del passeggero.

[1] Convenzione per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale, firmata a Montreal il 9 dicembre 1999, approvata a nome della Comunità europea con la decisione 2001/539/CE del Consiglio, del 5 aprile 2001. L’Italia ha ratificato la Convenzione di Montréal con la L. 10 gennaio 2004 n. 12, pubblicata nella G.U. n. 20 del 26 gennaio 2004, supp. ord. n. 11. I paesi che aderiscono alla Convenzione di Montréal sono:
Arabia Saudita, Austria, Bahrain, Barbados, Belgio, Belize, Benin, Botswana, Bulgaria, Camerun, Canada, Capo Verde, Colombia, Cipro, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Filandia, Francia, Gambia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Giordania, Kenya, Kuwait, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Messico, Namibia, Nuova Zelanda, Niger, Nigeria, Norvegia, Olanda, Panama, Paraguay, Perù, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito di Gran Bretagna, Repubblica Araba Siriana, Repubblica Ceca, Repubblica Unita della Tanzania, Romania, Saint Vincent e Grenadines, Stati Uniti, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Tonga.
(le adesioni successive al 2004 possono essere controllate sul sito ICAO)

[2] E’ definito “biglietto” un documento in corso di validità che dà diritto al trasporto o un titolo equivalente in forma non cartacea, compresa la forma elettronica, emesso o autorizzato dal vettore aereo o dal suo agente autorizzato.

[3] E’ definita “prenotazione” il fatto che il passeggero è in possesso di un biglietto, o di un altro titolo, che attesti che la prenotazione è stata accettata e registrata dal vettore aereo o dall’operatore turistico.